Gemme sconosciute

Gemme sconosciute

Luglio 11, 2020 1 Di Giuseppe

Una “gemma” – per dirla con Aldo Vella – sconosciuta ai più. Anzi un vero “tesoro” poco apprezzato in relazione al suo valore storico-culturale e per la stessa tradizione storica della nostra città. Insieme con la chiesa di San Giorgio Vecchio, si può considerare il monumento/testimonianza più antico che abbiamo a San Giorgio a Cremano.

Proprio per questo motivo ho messo la foto della preziosa tavola medioevale col volto di Sant’Aniello in evidenza ed in posizione centrale sulla copertina del mio nuovo libro in corso di stampa sulla toponomastica moderna di San Giorgio a Cremano “Dall’Arso a Troisi” (ora si può prenotare cliccando sul link posto sulla homepage del mio sito www.giuseppe improta.it).

Un grande latinista ed esperto d’arte cristiana, il canonico napoletano Gennaro Aspreno Galante, che spesso soggiornava e studiava nella sua villa sangiorgese (una lapide postavi dal Comune ora ricorda la sua figura), ha attribuito questa tavola al XIV secolo per le sue caratteristiche goticheggianti.

Per i napoletani (Sant’Aniello è un compatrono di Napoli) costituisce perciò una testimonianza eccezionale del culto al santo monaco “guaritore” e per i sangiorgesi anche un prezioso ricordo non solo della chiesa a lui dedicata ed esistente sul nostro territorio nel medioevo, ma anche del toponimo “Sant’Aniello a Cremano” usato per indicare per circa due secoli un casale, ricco e numeroso, poi confluito in quello più antico di “San Giorgio a Cambrano”.

La tavola, prima appartenuta al casale e poi all’Università (il Comune) di San Giorgio, ora appartiene alla famiglia divenuta, a seguito di una lunga vicenda giudiziaria, proprietaria della Cappella (e del dipinto in essa un tempo collocato).

Urge un restauro dell’antica tavola di Sant’Aniello. I cittadini di San Giorgio, gli studenti che studiano in una scuola dedicata a Sant’Aniello, gli amministratori col Sindaco a capo, riusciranno a trovare una delle nuove e moderne forme per raccogliere la somma necessaria al restauro di una nostra preziosa testimonianza storico-artistica?